Emergenza Balkan Route

Emergenza Balkan Route 2021

Una grave emergenza umanitaria si è venuta a creare, a partire da dicembre 2020, nei confronti dei migranti in transito in Bosnia e Erzegovina, in particolare nella regione di Bihac (nord ovest del paese, nei pressi del confine con la Croazia – diocesi di Banja Luka): si registrano gravi violazioni dei più importanti diritti umani e si sta seriamente mettendo a rischio la vita di migliaia di persone. “In Bosnia e Erzegovina stiamo assistendo a una catastrofe umanitaria. Ci sono circa 8.000 migranti in tutto il paese: di questi, 5.000 sono accolti nei Centri di Transito e nei Campi, ma ce ne sono almeno 3.000 che dormono in edifici abbandonati, sistemazioni improvvisate, o all’addiaccio. Per tutte queste persone va trovata una soluzione immediata”: sono le parole pronunciate da Peter Van der Auweraert, coordinatore di IOM (Organizzazione Internazionale per i Migranti) per la Bosnia e Erzegovina.

A fronte emergenza, nel solco della mobilitazioni di Caritas Italiana, Caritas Ambrosiana e Ipsia, anche Caritas Diocesana Brescia si è attivata raccogliendo per il campo di Lipa (in ricostruzione) l’esigenza e l’urgenza di legna da ardere, utile per fronteggiare il freddo, ma anche per cucinare. A tal fine, Caritas Diocesana Brescia sta approntando l’invio di un contributo immediato in denaro per l’acquisto in loco di 16 pallet di legna (70 euro a pallet) e nel contempo appronta una raccolta fondi per procedere a successivi contributi, utili all’acquisto di legna per le prossime settimane.

Raccolta fondi

Dal 12.01.2021 al 24.02.2021 sono stati raccolti oltre 60.000 euro di contributi, grazie alle raccolte di 17 parrocchie, 2 associazioni e 278 persone che hanno inviato direttamente a Caritas Diocesana di Brescia il proprio sostegno economico. Dopo i primi 2 TIR consegnati il 19 gennaio, con questi contributi sono stati inviati al campo profughi di Lipa già 300 bancali di legna da ardere, acquistata in una segheria di Bihac tramite il referente locale di Caritas Italiana. Tale scelta permette infatti di favorire l’economia locale ed essere più tempestivi ed efficaci negli interventi: sconsigliato l’invio di materiali.

Nel frattempo, in una partnership con Caritas Ambrosiana, a febbraio è stato inaugurato un nuovo tendone che funzionerà come refettorio e #SocialCafé, mentre insieme a Cuore Amico si stanno studiando due nuove progettualità da realizzare direttamente con Caritas Bosnia e, tramite i padri Somaschi, in Romania.

Per contribuire è possibile utilizzare le coordinare indicate di seguito, specificando la causale “Emergenza Balkan Route”:

  • c/c postale n° 10510253 intestato a Caritas Bresciana
  • c/c bancario intestato a Diocesi di Brescia – Ufficio Caritas presso UBI BANCA SPA, IBAN: IT 23 X 03111 11205 000000007051 (fino al 21/02/2021). A seguito della cessione di UBI BANCA a BPER BANCA, a partire dal 22/02/2021 saranno attive le nuove coordinate bancarie del conto corrente intestato a Diocesi di Brescia – Ufficio Caritas. Il nuovo codice IBAN, pertanto, sarà il seguente: IT 65 L 05387 11205 000042708650
  • c/c bancario intestato a Fondazione Opera Caritas San Martino – ramo Onlus presso Banca Intesa Sanpaolo, IBAN: IT 82 C 03069 09606 100000002695. Effettuando il versamento tramite c/c bancario alla Fondazione Opera Caritas San Martino – ramo Onlus, l’importo sarà deducibile, per effetto dell’art. 1 D.L. 35 del 2005, dalla dichiarazione dei redditi.

Per approfondire

Venerdì 12 febbraio alle ore 18.00, l’Ufficio per i Migranti e Caritas Diocesana di Brescia, in collaborazione con Associazione Centro Migranti, Cooperativa Kemay e campagna #IOACCOLGO, propongono la presentazione del Rapporto 2020 della Fondazione Migrantes “Il diritto d’asilo. Report 2020. Costretti a fuggire… ancora respinti”.
L’incontro verrà trasmesso in diretta sul canale YouTube de La Voce del Popolo.
Intervengono: Mariacristina Molfetta (Fondazione Migrantes), Stefano Savoldi (Caritas Diocesana di Brescia. Modera Luciano Zanardini, vice direttore de La Voce del Popolo. Conclusioni a cura di don Roberto Ferranti, coordinatore Area Pastorale per la Mondialità.

Ulteriori approfondimenti:

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