di Stefania Cingia
Quando Massandje entra negli uffici della Cooperativa Kemay, ha già in mano una cartellina di plastica con all’interno certificati di formazione, contratti di lavoro, buste paga, l’attestato della licenza media. Nel momento in cui chiede: “C’è Marco?”, il motivo della sua visita è evidente: che sia l’aggiornamento del cv, la ricerca di un nuovo lavoro, l’iscrizione a corsi professionali, l’ufficio in cui si sta dirigendo è quello dell’area lavoro e formazione.
Massandje è una delle persone richiedenti protezione internazionale accolte dalla Coop. Kemay, attiva dal 2015 nel progetto di micro-accoglienza diffusa nelle comunità parrocchiali di Brescia e provincia. In dieci anni ha accolto 1.173 persone, accompagnandole nel percorso di richiesta di asilo politico e nell’inserimento nel territorio attraverso l’alfabetizzazione e l’accompagnamento lavorativo e – talvolta – abitativo.
“Cerchiamo di accompagnare le persone nella definizione e nella realizzazione di un progetto lavorativo”, spiega Marco Cortesi, referente dell’ufficio formazione e lavoro di Kemay. “Lo facciamo attraverso attività di orientamento, supporto alla formazione, accompagnamento nella ricerca attiva del lavoro e attivazione/tutoraggio di tirocini.”
A livello concreto, significa che in dieci anni 279 persone hanno ottenuto un attestato scolastico, nello specifico: 142 hanno partecipato a corsi di italiano L2 organizzati presso i CPIA di zona, 107 hanno partecipato a corsi di licenza media organizzati sempre presso i CPIA (tra cui 73 diplomati), 9 iscritti a una scuola superiore e 21 ospiti hanno sostenuto e superato l’esame di certificazione A2 CILS dell’Università per stranieri di Siena.
Dal punto di vista professionale, sono stati attivati tirocini lavorativi per 128 persone, mentre sono 443 quelle che hanno seguito dei corsi di formazione, specialmente per acquisire competenze in settori come idraulica, edilizia, ristorazione.
L’impegno di Kemay, nello specifico in collaborazione con Cauto – Rete di cooperative in un progetto che ha per obiettivo l’attivazione di tirocini, il tutoraggio e l’inserimento lavorativo di richiedenti asilo, ha valso a Kemay il premio We Welcome, per aver dato il proprio contributo all’inclusione lavorativa dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Nato nel 2017 all’interno del programma Welcome. Working for refugee integration di UNHCR Italia, il premio riconosce l’integrazione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro promuovendo il più ampio coinvolgimento del settore privato.
A Roma il 18 giugno in rappresentanza di Kemay, Cortesi ritirerà il premio.