Il linguaggio è la casa dell’essere
e nella sua dimora abita l’uomo
(Heidegger)
Andiamo insieme a cercare
le parole per amare
(G. Rodari)
È alle parole-ombrello che Caritas Diocesana ha consegnato l’Incontro delle Caritas Parrocchiali Insieme in poche parole povere (9 maggio 2026) con il desiderio di mettere a fuoco ciò che è essenziale e irrinunciabile del nostro parlare (e del nostro essere).
È a fronte della densità dei significati, svuotati da una strisciante “povertà culturale”, che anche parole come carità e comunità necessitano di essere riscoperte nel loro significato nascosto, profondo per poter essere assunte in tutta la loro verità e forza e poter generare nuova vita.
Comunità, soggetto di carità
Da sempre “la prevalente funzione pedagogica”, “l’opzione preferenziale per i poveri” si esprimono nella laboriosità degli “animatori di carità”, che rende le comunità “soggetto di carità”. La densità dei significati di queste poche parole ci conduce al bordo di un “sogno”, quello di una “civiltà dell’amore” (don Maurizio Rinaldi).
Infatti, la comunità
A rendere comunità parola viva, impregnata di fatti, nel corso dell’incontro Insieme in poche parole povere, all’intervento di don Zanchi focalizzato sulla parola carità, sono seguite le narrazioni dei piccoli gruppi di condivisione. Ne sono emerse “parole di vita”, impastate di racconti, silenzio, ascolto, risonanze.
L’esito: un primo manifesto che raccoglie le parole di comunità vissuta e che per l’appunto manifesta il desiderio di andare a cercare insieme ciò che è essenziale della comunità.