Il messaggio di Papa Leone XIV per la IX Giornata Mondiale dei Poveri “Sei tu, mio Signore, la mia speranza” si colloca nel solco del cammino giubilare animato dalla speranza. Tra le chiavi di lettura con cui può essere letto, anche quella del “Poveri, noi”, una delle consapevolezze scelte da Caritas Diocesana Brescia per condensare in poche parole i suoi primi 50 anni (1974 – 2024).
“Sei tu, mio Signore, la mia speranza” (Sal 71,5)
Il Salmo 71, da cui il messaggio prende avvio, parla di una speranza che non delude. È la voce di chi ha conosciuto l’angoscia (v.20), ma ha scelto di confidare in Dio (v.3). Ecco il cuore del messaggio: la povertà non è solo mancanza, ma può diventare spazio di incontro con il Dio della speranza.
I poveri, scrive il Papa, sono testimoni di una speranza forte e affidabile, proprio perché professata in una condizione di vita precaria, che non si fonda sul possesso, ma sull’amore ricevuto e donato.
“Poveri, noi” porta a riconoscere che anche chi non vive nella miseria può sperimentare la povertà del cuore, l’illusione dell’autosufficienza, la solitudine. È la povertà di chi pensa di non aver bisogno di Dio “la più grave povertà. Dinanzi al desiderio di avere Dio come compagno di strada, le ricchezze vengono ridimensionate, perché si scopre il vero tesoro di cui abbiamo reale necessità”. Per questo Papa Leone XIV rivolge l’invito a guardare ai poveri non come destinatari della carità, ma come protagonisti, “al centro dell’intera opera pastorale”, di una conversione che riguarda tutti e tutte.
La povertà non è un tema accessorio, ma il luogo dove il Vangelo si fa carne. In un tempo segnato da “nuove ondate di impoverimento, […] incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte può accadere che siamo noi stessi ad avere meno, a perdere ciò che un tempo ci pareva sicuro: un’abitazione, il cibo adeguato per la giornata, l’accesso alle cure, un buon livello di istruzione e di informazione, la libertà religiosa e di espressione, […] tutte le forme di povertà, nessuna esclusa, sono una chiamata a vivere con concretezza il Vangelo e a offrire segni efficaci di speranza”.
Continua Papa Leone XIV: “della carità abbiamo bisogno oggi, adesso. Non è una promessa, ma una realtà a cui guardiamo con gioia e responsabilità: ci coinvolge, orientando le nostre decisioni al bene comune”. È la carità a farsi principio generativo di comunità accoglienti, giuste e capaci di speranza; “perché chi manca di carità non solo rinuncia alla fede e alla speranza, ma ne priva anche il suo prossimo”.
“Poveri, noi” è allora un invito a cambiare sguardo: non per compatire, ma per condividere. Perché solo riconoscendoci poveri possiamo aprirci alla speranza che salva.