di Carla Lojacono
27 maggio 2026: l’anno di Servizio Civile Universale per Alessandro, Aurora, Azizi, Camilla, Chiara, Daniele, Endri, Felice, Giorgio, Giulia, Ilaria, Larissa, Linda, Matteo e Matteo, Miriam, Valentina e Yousef giunge al termine. Ma che cosa lascia un’esperienza di questo tipo?
Ce lo facciamo dire da chi l’ha vissuta in prima persona, prendendo le testimonianze di Matteo e Matteo come megafono per tutti.
Maturazione personale. “Grazie al Servizio Civile sono maturato e ho riscoperto valori e tratti della mia persona che prima erano più nascosti, ho acquisito un’enorme consapevolezza riguardo me stesso ed il mio futuro”. “Al termine di questo anno sono cresciuto come persona: mi sento rinnovato, potenziato, più “giovane”. La mia autostima è aumentata ed è più stabile. Ho imparato che è vero il detto “non viene tutto subito”, perché mi è servito praticare con costanza il mio servizio per capire che i frutti di ciò che si fa, vengono non subito, ma col tempo.”
Relazioni significative. “Aver trovato operatrici e compagni fin da subito aperti al nuovo e che hanno seguito passo dopo passo il nostro percorso è stato fondamentale per orientarmi e acquisire sicurezza in un mondo per me del tutto nuovo. Fare servizio non è stato solo “lavorare” e “guadagnare”, ma è stato intessere nuovi legami e rapporti umani significativi.”