di Chiara Buizza
“Abbiamo bisogno di parole per significare e di parole per contribuire” (Madre E. Zanoletti, 2026): sempre più rare sono infatti le “parole parlanti”, che esprimono cioè un pensiero che le sostiene e le motiva, così come sempre più rare sono le esperienze di “sapienza condivisa”.
In questa sfida culturale di “dire parola” e di “dare parola” si inserisce l’esperienza del progetto “Terza età: si.cura insieme” con le Parole conchiglia (2023) e le Parole ancora (2025): la raccolta di proverbi, modi di dire e racconti raccolti durante gli incontri a domicilio delle persone anziane sono state una conferma che le parole sono ponte. Una la condizione: l’ascolto. Infatti “quando perdiamo l’ascolto, perdiamo la parola” (E. Ronchi, 2025).
Sulla stessa lunghezza d’onda si è collocata anche l’esperienza delle parole-ombrello nel corso dell’incontro Insieme in poche parole povere (Incontro caritas parrocchiali, 9 maggio 2026). Carità, comunità, povertà si sono fatte parola viva attraverso le narrazioni dei piccoli gruppi di condivisione. Ne sono emerse “parole di vita”, impastate di racconti, silenzio, ascolto, risonanze. L’esito: tre manifesti (vedi: www.caritasbrescia.it) che per l’appunto manifestano il desiderio di andare a cercare insieme ciò che è essenziale delle parole (e della vita).