di Stefania Cingia
Dieci anni sono un traguardo importante, soprattutto se si parla di accoglienza di richiedenti protezione internazionale: dieci anni di cambi di governo, di regole, di normative. Ma anche, a livello locale, di cambi di parroci, di volontari, di persone richiedenti asilo. Dal 2015 la Cooperativa Kemay di Caritas Diocesana di Brescia è impegnata nella micro accoglienza diffusa delle persone richiedenti asilo e la comunità di Passirano è stata una delle prime che nel 2016 ha deciso di aprire le porte dell’appartamento parrocchiale.
Passirano: raccontare l’accoglienza. Nell’ambito delle iniziative “Radicati ed edificati in Cristo”, per provare a raccontare cosa significano dieci anni di accoglienza, la Parrocchia di Passirano, insieme a Kemay, ha calendarizzato due eventi. “Ero forestiero e mi avete ospitato”, dà la rotta dei racconti che animeranno la serata del 1° ottobre dalle 20.30 alla Corte delle Idee di Camignone. Dopo aver dato voce a chi lavora nell’accoglienza, sarà chi ha vissuto un naufragio e chi ha tratto in salvo decine di persone a raccontare cosa si prova a essere vicino a Lampedusa, ma non poterne toccare le coste. “Quel mattino a Lampedusa”, in programma al teatro di Passirano il 10 ottobre alle 20.30, riporta al centro le storie che troppo spesso riduciamo a numeri, emergenze o dibattiti politici. In sala anche Vito Fiorino, uomo giusto, che il 3 ottobre 2013 era su quella barca in mezzo al mare.
Diocesi: un bilancio. Insieme alle altre comunità di Brescia e provincia, la Cooperativa Kemay in dieci anni ha incontrato e accompagnato 1.173 persone, giovani donne e uomini, ma anche bambini, arrivati dall’Africa, dall’Asia e, negli ultimi anni, anche dall’Ucraina, con alle spalle guerre, persecuzioni, violenze e viaggi che spesso segnano un prima e un dopo nella vita. In dieci anni sono state 56 le comunità coinvolte: parrocchie, realtà religiose e diverse forme di ospitalità che hanno scelto di mettersi in gioco. E oggi? Dieci anni dopo, a settembre 2026, si contano 15 strutture adibite all’accoglienza di richiedenti protezione internazionale, di cui 8 afferenti a una parrocchia.
Giornata mondiale: il messaggio. A pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il 27 settembre, Papa Leone XIV, nel suo messaggio per la giornata, ci ricorda: “[…] una parola di Gesù che interpella profondamente la coscienza di ciascuno: «Chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me»”.
Anche uno solo: non è solo questione di cifre o statistiche, il Papa ci ricorda che ogni essere umano ha dignità e che davanti alle persone migranti siamo chiamati a compiere un atto di umanità e di fede. Continua il Papa: “Questa chiamata si fa ancora più pressante alla luce dell’altra affermazione del Signore nel Vangelo di Matteo: «Ero straniero e mi avete accolto»”.
In un tempo attraversato da guerre, paure, confini, muri, diffidenze, l’esperienza dell’accoglienza continua a porre una domanda semplice e radicale: siamo pronti a essere ancora comunità accoglienti per anche uno solo?