di Angela Bertelli
La delegazione ucraina di Caritas Khmelnytskyi, dal 18 al 21 maggio, ha fatto visita a Caritas Diocesana di Brescia nell’ambito del gemellaggio promosso da Caritas Italiana. Un’esperienza intensa di incontro, ascolto, condivisione e confronto tra le due realtà ecclesiali, anche rispetto alle sfide sociali e umanitarie che segnano il presente dell’Ucraina.
La fondazione Caritas Khmelnytskyi opera dal 2002 su tutto il territorio della regione, da cui prende il nome, e oggi rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il sostegno alle persone più fragili. La delegazione, composta da padre Ivan Dankevych, direttore di Caritas, e dalle coordinatrici Natalia Hrynyshyn e Zoriana Motashko, ha condiviso il dramma quotidiano vissuto dalla popolazione ucraina, segnata da quattro anni di conflitto.
Il gemellaggio si è aperto con l’incontro con il Vescovo Pierantonio, durante il quale è emersa la necessità di accompagnare non solo le emergenze immediate, ma anche i percorsi di riabilitazione fisica e psicologica di veterani, bambini e famiglie. La guerra, hanno raccontato, continua a lasciare ferite profonde e richiede luoghi capaci di restituire dignità, autonomia e speranza.
Durante la permanenza a Brescia, la delegazione ha avuto modo di conoscere alcune opere-segno. Tra queste la Mensa Madre E. Menni, la realtà di Casa Betel, la Caritas di Botticino Sera, il Rifugio Caritas e l’esperienza di micro accoglienza diffusa presso la Parrocchia di Nave, dove si sperimenta un modello di accoglienza fondato sulla relazione, sull’inclusione e sulla vita condivisa nelle comunità.
La visita ha rappresentato un’occasione preziosa di fraternità e scambio reciproco. Attraverso il confronto con gli operatori, i volontari e gli ospiti delle diverse realtà, la delegazione ucraina ha potuto conoscere da vicino Caritas Diocesana di Brescia. Allo stesso tempo, le testimonianze provenienti dall’Ucraina hanno richiamato tutti alla responsabilità di non dimenticare una guerra ancora in corso.