E’ da 30 anni (1995 – 2025) che il segno del pane accompagna l’inizio del tempo di Avvento: data infatti 1995 la prima edizione della Giornata del Pane organizzata da Caritas Diocesana Brescia in collaborazione con il Gruppo Panificatori di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale.
Un segno che a distanza di trent’anni nel 2025 ha trovato motivo di valore e di risignificazione anche nella proposta di un ciclo di incontri a tema pane. Titolo del ciclo, lo stesso della Giornata del Pane 2025: SENZA PANE?: un titolo-provocazione che nel suo articolarsi, a partire da tre punti di vista, si è fatto ulteriormente provocazione, ponendo l’attenzione su tre aspetti del pane.
Pane come arma
Ad aprire il ciclo di incontri: pane come arma. Massimo Pallottino (Caritas Italiana) ha affrontato un tema di drammatica attualità: il cibo viene usato come arma in molte forme diverse – militare e politica, economica e commerciale, finanziaria – e anche come strumento di penetrazione tecnologica e di influenza geopolitica.




Pane è cibo
Nel secondo incontro pane è cibo, Monica Tola (Fondazione Banco Alimentare Ets), impostando narrazioni e riflessioni, è entrata nel merito dei volti e risvolti del “condividere il valore del cibo”. Tre le condizioni in cui questa frase si fa vera, si fa vita: avere il cibo, riconoscere il valore del cibo, avere qualcuno con cui condividere il cibo.




Pane del cielo
Al pane del cielo è stato dedicato il terzo incontro animato da Madre Eliana Zanoletti (Congregazione Figlie della Carità Canossiane). Focus del suo intervento: il pane nell’accezione di nutrimento spirituale, un’accezione da risignificare nella vita delle persone e delle comunità, da risignificare tanto più alla luce di una provocazione: siamo senza pane o senza fame?



