“Eravamo in otto sulla “Gamar”, la mia barca. Poco prima delle due di notte ci siamo addormentati. Volevamo uscire più tardi per una battuta di pesca. Dopo qualche ora un mio amico ha sentito delle grida. Pensavo che fossero dei gabbiani […]. Alla fine ci siamo resi conto che non erano uccelli, erano urla”. Inizia così il racconto da parte di Vito Fiorino del naufragio di 545 persone all’alba del 3 ottobre 2013 al largo di Cala Tabaccara (Lampedusa).
E’ alla memoria di quel naufragio, nella forma della lettura scenica, che la comunità di Passirano consegna l’esperienza, realizzata in collaborazione con la cooperativa Kemay, dei 10 anni di accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale. “Quel mattino a Lampedusa” è in programma sabato 10 ottobre, ore 20.30 – Teatro parrocchiale di Passirano (via Libertà, 8). Porterà la sua testimonianza anche Vito Fiorino.