Anche Caritas Internationalis denuncia che “l’assedio di Gaza è diventato una macchina di annientamento, sostenuta dall’impunità e dal silenzio, o dalla complicità, delle nazioni potenti. La carestia qui non è una catastrofe naturale, ma il risultato di una strategia deliberata: bloccare gli aiuti, bombardare i convogli di cibo, distruggere le infrastrutture e negare i bisogni primari”.
Caritas Internationalis – continua ancora il comunicato – “è testimone di questo orrore. Civili, per lo più bambini e donne, vengono affamati, bombardati e sterminati. Governi influenti, aziende e multinazionali hanno reso possibile questa catastrofe attraverso il sostegno militare, gli aiuti finanziari e la copertura diplomatica. Il loro silenzio non è neutralità, è approvazione”.
In questa prospettiva, “Caritas Internationalis invita tutte le persone di fede e di coscienza ad alzare la voce, a fare pressione sui propri governi e a chiedere giustizia. Il mondo sta guardando. La storia sta registrando. E Gaza sta aspettando, non parole, ma salvezza.”