Articolo pubblicato sul settimanale diocesano La Voce del Popolo

Il Nepal, più vicino che mai

di Carla Lojacono

A volte un gemellaggio può accorciare distanze che, sulla carta, sembrano enormi. Solo l’anno scorso, proprio in questi giorni, avevamo appena terminato una forte esperienza di condivisione tra giovani nepalesi e lombardi, in forza del legame che dal 2021 unisce le nostre chiese.

Oggi, ci troviamo a pensare a quelle stesse persone in una situazione di difficoltà, e ci sentiamo ancora più vicini e partecipi di quanto sta succedendo in Nepal. Sì, perché l’emergenza non è passata, anzi siamo nel momento più delicato, quello che chiede di non archiviare un disastro le cui conseguenze sono a lungo termine: ricostruzione di case, riappropriarsi di terreni, superare il trauma psicologico di aver perso tutto.

Ci potremmo chiedere che cosa possiamo fare noi qui, a 8000 km di distanza. Forse il primo passo è ascoltare. Caritas Nepal, insieme al governo nepalese, ricorda che il Paese è responsabile di meno dello 0,1% delle emissioni globali di carbonio, eppure è tra quelli che più ne stanno pagando le conseguenze.

Con le dovute distanze, quanto successo ci richiama anche alla recente esperienza della Val Rabbia: una similitudine che rafforza il nostro sentirci vicini al popolo nepalese.

E forse è proprio questo il senso del gemellaggio: accorciare le distanze, conoscere, ascoltare e non dimenticare.

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