di Equipe Rifugio Caritas
In questi ultimi mesi del 2025, sono molteplici le iniziative del Rifugio Caritas e dell’ambito grave marginalità di Caritas Diocesana, molteplici e integrate, tanto da dar vita a un mosaico di esperienze che raccontano il valore dello stare insieme: volontari, operatori e ospiti hanno condiviso momenti di convivialità, formazione e creatività.
Grazie alla collaborazione con Fondazione Brescia Musei, all’interno del Festival dell’Educazione, ospiti e volontari del Rifugio Caritas hanno partecipato al laboratorio “La mia maschera”. Creare una maschera, la propria, è diventato un modo per raccontarsi e dare forma alle emozioni. La stessa collaborazione ha portato alla visita guidata alla Domus e al Tempio Capitolino, aprendo nuove prospettive di bellezza e conoscenza.
Sabato 25 ottobre, sempre all’insegna del “fare con”, ospiti e volontari del Rifugio Caritas hanno partecipato alla raccolta delle castagne a Piazzole di Gussago; solamente una delle tappe del laboratorio di coltivazione dell’orto e delle erbe aromatiche, che continua a essere un luogo dove la pazienza della cura diventa metafora di relazioni significative. In questi mesi il laboratorio è passato dall’orto al salotto con lo scopo di condividere i “frutti” raccolti pazientemente durante l’anno.
In questi mesi sono proseguiti gli appuntamenti mensili di “Vieni a pranzo con noi!” che hanno portato attorno alla stessa tavola colleghi impegnati nelle diverse realtà di Caritas, trasformando la cucina del Rifugio in un laboratorio di relazioni. A questo si aggiunge il servizio dei giovani dell’oratorio di Castenedolo e degli studenti dello Sraffa, che periodicamente si dedicano alla preparazione della cena o del pranzo.
Ulteriore teatro di unione è stata la giornata formativa del 22 novembre rivolta a volontari e operatori del Rifugio e dell’Unità di Strada con l’obiettivo di cogliere il senso del proprio servizio all’interno dei diversi ambiti di intervento, che nonostante siano eterogenei, operano con uno scopo condiviso. Tramite il racconto dei propri vissuti, riflessioni e testimonianze è stato possibile per i partecipanti riconoscere come la fragilità sia elemento costitutivo di ogni persona.
Accanto a queste iniziative, va segnalata la partecipazione dell’Unità di Strada alla Conta delle persone senza dimora per il progetto European Homelessness Count. Dal 14 al 16 ottobre, squadre miste di volontari, studenti universitari e professionisti hanno realizzato la conta delle persone senza dimora, in strada e nei servizi, nel tentativo di avvicinarsi a comprendere caratteristiche e cause delle persone che oggi si trovano a vivere una situazione di grave marginalità. L’esperienza ha valorizzato il costante lavoro di collegamento tra operatori di diversi servizi.
A integrazione del Rifugio Caritas e dell’Unità di Strada, dal primo dicembre è stata attivata anche l’Accoglienza Notturna Invernale, in grado di ospitare fino a 15 persone senza dimora, con un posto riservato all’Unità di Strada per un eventuale inserimento di emergenza.