Progetto Salute si.Cura

di Caterina, Fabio, Maria Carla

“È come se vivessimo in una bolla grigia nella quale il tempo si è fermato, come un orologio senza lancette: mi sento bloccata in un tempo immobile, fatto di giorni sempre uguali e che non passano. Un tempo dentro il quale riesco a muovermi solamente in modo lentissimo, in attesa di una ripartenza che sembra non arrivare più”.

L’immagine simbolica dell’orologio senza lancette evocata dalla nostra Sig.ra Susi per esprimere le proprie emozioni crediamo renda bene: mostra in modo semplice ma efficace lo stato d’animo, il vissuto di molte persone anziane durante la pandemia. Il progetto Salute si.cura avviato dalla Fondazione Opera Caritas San Martino si muove nella direzione di provare a rimettere le lancette agli orologi dei nostri anziani, non solo e non tanto per ricominciare a vivere come si è sempre fatto, per ritornare alla cosiddetta normalità, ma per ripensare ad una normalità del vivere, nel rapporto con noi stessi, con il prossimo, con il tempo, con l’ambiente, con Dio.

Il progetto Salute si-cura parte da un’analisi dei bisogni e dal desiderio di porre una particolare attenzione nei confronti delle persone anziane sole e in situazioni di fragilità, colpite e rese ancora più fragili dal lockdown imposto dall’emergenza Covid-19. In questo tempo, inatteso e complesso, la popolazione anziana è stata oggetto di molte attenzioni da un lato, ma anche di importante isolamento dall’altro. Attenzioni in quanto categoria sociale considerata maggiormente a rischio di contagio e di importanti compromissioni sanitarie; isolata in quanto in ragione di una necessaria loro protezione, molti anziani sono stati costretti a lasciare ogni attività relazionale, ludica o ricreativa, svolta fuori dalle pareti della propria abitazione. Alla luce di queste considerazioni con questo progetto sperimentale Caritas Diocesana di Brescia, anche grazie al sostegno del quotidiano Avvenire, desidera sostenere ed accompagnare alcune persone che, segnalate dalle rispettive comunità parrocchiali, hanno maggiormente sofferto questo isolamento. Obiettivi del nostro lavoro: assicurare una corretta e costante attenzione all’aspetto sanitario, sostenere un recupero socialità e relazioni significative, ritrovare un senso di protagonismo e di partecipazione, tornare “in sicurezza” a sentirsi parte attiva e visibile della propria comunità.

In questa direzione le comunità parrocchiali hanno un ruolo guida fondamentale, per alimentare e stimolare il sentimento del prendersi cura, nell’accezione non solo sanitaria, ma anche dell’“avere a cuore” i bi-sogni (sogni e bisogni) di socialità, di prossimità, di amore e di amare delle persone anziane. Le parrocchie fino ad ora coinvolte nel progetto sono Gavardo, Lumezzane e Manerbio: insieme ad operatori di Caritas diocesana, sacerdoti e volontari di queste comunità parrocchiali provano a ricostruire ponti di relazione con alcuni anziani, organizzando e offrendo loro momenti di ascolto a domicilio attraverso i quali condividere pensieri, vissuti, bi-sogni e ricominciare a rimettere le lancette agli orologi.

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