Insieme per riconoscerci poveri, noi

di Angela Bertelli

Sabato 18 novembre 2023, alla Mensa Menni, si è vissuta la VII Giornata Mondiale dei Poveri.
Nel luogo che ogni giorno offre un pasto caldo alle persone senza dimora ci siamo lasciati interpellare dal messaggio di Papa Francesco “Non distogliere lo sguardo dal povero” (Tb 4,7) arrivando a dire Poveri, noi nella convinzione che solo condividendo l’approccio più vero a noi stessi, quello che ci fa riconoscere la nostra povertà, riusciremo a riconoscere quella altrui.

Il cortile della Mensa ha visto incontrarsi le delegazioni delle Caritas diocesane di Bergamo e Brescia, a conclusione del percorso Bergamo Brescia Capitale della cultura 2023, insieme a tutti i volontari e animatori dei diversi gruppi, in particolare quelli che hanno partecipato al percorso formativo 50perTRE. Carità incipienti.

Il pomeriggio ha preso il via con il caldo benvenuto da parte del Carrozzone degli Artisti.
I tavoli allestiti in Mensa Menni, come il 5 novembre 2022 in Duomo, sono diventati invece l’occasione per condividere sinodalmente la lettura e l’ascolto spirituale della Parola con la guida del Vescovo Pierantonio.

Attraverso il brano di Tobia, che vede Tobi lasciare al figlio Tobia il suo testamento: “Non distogliere lo sguardo da ciascun povero”, ciascuno di noi ha provato a rileggere la propria vita.
Mai come oggi, con le povertà materiali, intellettuali e spirituali che il mondo soffre, il sogno di una civiltà dell’amore ci chiede di riportare al centro la persona, ogni persona, ogni povertà e per farlo è necessario partire dalle nostre povertà per abilitarci a condividere le povertà altrui.

Integrare il nostro sguardo con quello delle persone attorno ai tavoli e con quello di Dio nella celebrazione eucaristica nella parrocchia dei Santi Nazaro e Celso ci ha offerto ancora una volta l’occasione “per, insieme, ai poveri, da poveri, con i poveri metterci autenticamente davanti al Signore chiedendo quel di più di vita e quel di più di grazia che l’Eucaristia ci garantisce” (don Maurizio Rinaldi).