I cristiani dimenticati del Libano

di Luciano Zanardini

I cristiani oggi stanno pagando il prezzo più duro a causa dell’instabilità politica e delle forze estremiste che hanno occupato il Medio Oriente e indebolito la loro presenza. Basti pensare che solo dall’Iraq sono uscite un milione e mezzo di persone. L’Europa sta perdendo la grande occasione di parlare all’Islam attraverso i cristiani che abitano sul posto. Il Libano era conosciuto come un laboratorio di pace, ma oggi questa esperienza sta andando in crisi nel silenzio delle nazioni occidentali. Le guerre nei Paesi vicini, le sanzioni contro la Siria che vive sotto assedio, l’incendio del porto… Nel Paese dei Cedri le persone protestano nelle piazze contro l’aumento del costo delle materie prime: il dentifricio, ad esempio, costa otto volte di più. Da ottobre ad oggi sono caduti tre governi. Tutto diventa fragile anche in una nazione che da sempre accoglie molti profughi: due milioni su quattro milioni di abitanti. Il Libano è l’unica Repubblica mediorientale in cui ogni cittadino si può sentire a casa, mentre nelle altre nazioni non succede; i quartieri sono divisi a seconda delle fazioni di appartenenza; nessun simbolo religioso domina sull’altro, la laicità è la via maestra. Qui c’è una Costituzione, non il Corano, come legge. Oggi la debolezza economica crea tensioni. Il Libano sta affossando.

L’impegno di padre Damiano. In questo contesto di povertà, continua l’impegno a Damour di padre Damiano Puccini che è stato ricevuto nella sede della Caritas diocesana con la quale collabora da diversi anni. Padre Damiano è uno degli “animatori spirituali” dell’associazione “Oui pour la vie”. In particolare, la Caritas è intervenuta nel tempo, sostenendo l’approvvigionamento di cibo e il diritto alla salute; ha sostenuto la presenza cristiana e, attraverso l’associazione Agape, ha aiutato le donne vedove scappate dalla Siria con le loro famiglie. “Abbiamo provato a dare risposte ai bisogni. Ci sono tanti libanesi che stanno sprofondando. La moneta locale ha perso l’80% del potere di acquisto. Abbiamo aperto una cucina del perdono che aiuta i poveri, abbiamo un centro per la distribuzione delle medicine e per la prima alfabetizzazione. La Caritas di Brescia ci ha sempre sostenuto nelle emergenze”. L’impegno missionario di padre Puccini è stato portato avanti anche da Est-Portiamo, da Cuore Amico con le adozioni a distanza e dalla Fondazione Maria Enrica.

La testimonianza. “Un cristiano anche se vive in questo mondo – spiega padre Puccini – deve distinguersi e deve formare persone moderate. La nostra è, nella difficoltà, una testimonianza di pazienza e di perdono. Qui convivono 1,6 milioni di siriani e 500mila palestinesi; i siriani che chiedono aiuto sono i nipoti dei siriani che erano alleati con chi massacrava il Paese. Avere un giardino dove poter far fare, insieme, il grest e la colonia è un messaggio di speranza. Facciamo, inoltre, un cammino con gli ultimi, con i malati di Aids e con chi ha delle dipendenze (alcol o droga)”.

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