Campi di servizio a “km 0”

di Valentina Facondini

Da quest’estate un gruppo di giovani davvero speciale sta condividendo un’esperienza a “Km 0”. Un’esperienza di servizio dove ognuno, a suo modo, si mette a disposizione dell’altro: l’altro inteso non solo come il “povero” che si reca in mensa per ricevere un pasto gratuito o che beneficia dei prodotti coltivati nell’orto, ma anche altro inteso come il compagno o compagna, amico o amica con il quale condivide il servizio.

La proposta, inserita all’interno del progetto Young Caritas di Caritas Diocesana di Brescia, è quella di prestare servizio almeno un pomeriggio o una mattina a settimana in uno dei seguenti tre ambiti: presso la Mensa Madre Eugenia Menni per le persone in situazioni di difficoltà, nel progetto di orto-cultura e cura dell’ambiente presso le Suore Missionarie della società di Maria e nel servizio educativo per i bambini e le famiglie in difficoltà in collaborazione con l’associazione Bimbo Chiama Bimbo.

Nel primo mese hanno risposto alla chiamata tre gruppi di ragazzi già presenti in contesti parrocchiali o di volontariato. Ora invece diversi giovani individualmente hanno deciso di aderire alla proposta.

E’ bello scoprire ogni giorno quanta forza ci sia in un singolo che si dona con il sorriso e l’umiltà, ma ancora più bello è vedere quanto questa sia amplificata quando a farlo è un gruppo unito e motivato.

Nel corso delle settimane ci siamo chiesti se questa meraviglia che stavamo osservando, fosse condivisa dai “protagonisti” dell’esperienza e così abbiamo chiesto loro quali fossero le prime impressioni. Il riscontro è stato sicuramente positivo: c’è chi ha parlato di “Esperienza positiva. Faticosa ma istruttiva. Uno dei migliori campi che ho fatto finora”, chi di “Un’occasione per lavorare condividendo e parlare di altro (università, lavoro, futuro..) e per capire l’importanza del lavoro di squadra e della condivisione”, chi ancora di “Ottima esperienza in mensa. Bello vedere come le cose che si preparano possono aiutare qualcuno. Sguardi e grazie ti aiutano”.

Altri invece hanno sottolineato l’importanza di ritagliare dei momenti di riflessione e di approfondimento: “Belli i momenti post lavoro dove si fa conoscere cosa è Caritas” -“L’orto è stato un intreccio di persone sconosciute dove il lavoro ha innescato dinamiche di fiducia e scambio. Belli i momenti di riflessione finale all’ombra”.

Vorrei pertanto ringraziare tutti coloro che hanno creduto nell’iniziativa, a partire da Don Stefano, Giulia, Carla, Fra Alberto, Claudio, Nadia, Stefano, padre Diego. Grazie per aver motivato i ragazzi e condiviso con loro gioie e fatiche. Grazie a Gianbattista che ci supporta in Mensa, a Maria e Silvia per il loro entusiasmo e la loro pazienza nell’orto, a Valeria che con la sua simpatia ha reso la collaborazione con Bimbo chiama Bimbo gioviale e gradevole. Ma soprattutto grazie ai giovani protagonisti di questa avventura per aver donato a chi è meno fortunato una delle cose più importanti di cui dispongono: “il tempo”.

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