Rifugio Caritas: una storia di riscatto

È il 17 giugno, appesa alla bacheca del Rifugio Caritas una tovaglietta di carta diventa un foglio lettera, è a firma di un ospite che si appresta a iniziare un percorso di riscatto e consegna alla penna i grazie e gli arrivederci.

“Bene ragazzi, vi saluto tutti. Anche se vi odio dal primo all’ultimo, alla fine mi sono affezionato ad ognuno di voi. Spero davvero che questo sia solo un passaggio sfortunato anche per voi, io cercherò di rimettermi in sesto con questo primo piccolo passo. Vi ringrazio per l’affetto che mi avete dato. Questo non sarà un addio, ma solo un arrivederci, ve lo prometto. Ringrazio tutta la Caritas ed in particolare le persone con cui ho avuto il piacere di condividere la mia esperienza qui “dentro”. Un abbraccio sincero ad Alberto, Marco, Giacomo, Cesare, Louis, Fabio, Abdoul e all’uomo nero di Lancine. Un bacio senza malizia a Francesca, Ramona e alla dottoressa Roberta. Un grazie particolare a Valentina che mi ha passato l’annuncio “giusto”. Grazie a tutti voi, spero di non aver dimenticato nessuno e, se l’avessi fatto, sappiate che non è voluto, ma è solo frutto della mia memoria che invecchia! La cosa più preziosa che abbiamo nella nostra vita è il tempo, ricordatevelo quando qualcuno vi regalerà un po’ del proprio, perché vi sta donando un piccolo pezzo della sua vita che non tornerà più. Vi voglio bene”.

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