On Covid-19: racconti in prima persona

di Diego Mesa

“È la prima volta che metto nero su bianco ciò che ho tenuto dentro finora”. Così inizia lo scritto di uno dei molti giovani che hanno risposto all’appello di YOUNG CARITAS BRESCIA di raccontare l’esperienza vissuta nel tempo del Covid-19 guardando in particolare ai gesti di tenerezza, di cura, di prossimità, di solidarietà che li hanno visti protagonisti.

Ne è emerso un inedito e caleidoscopico racconto a più voci: diverse trame tenute insieme dall’ordito di piccoli-grandi gesti di prossimità. In esso trovano posto il dolore per l’improvvisa perdita di un parente, come nei racconti di Francesco (14 anni), A. (18) e Lara (19), unito agli abbracci, alle attenzioni, al sostegno reciproco dato e ricevuto tra parenti e amici. Le esperienze familiari sono molto presenti. L’emergenza Covid-19 è anche occasione per riscoprire la solidarietà del vicinato e delle reti corte, come è successo a Ibrahim con le famiglie del suo condominio. La catena del dono si snoda per strada, assistendo a gesti disinteressati di aiuto tra sconosciuti o attività che nascono un po’ spontaneamente di sostegno agli anziani del vicinato nel disbrigo delle spese alimentari o dei farmaci come per Maria (19) e Martina (19). Alcuni giovani che svolgono servizio civile raccontano la propria esperienza, come Niccolò (23) che, rientrato dopo il lock-down nella comunità educativa, è toccato dal bisogno travolgente dei bambini rimasti isolati per mesi di abbracciarlo. La solidarietà va anche oltre i confini locali, come per il gruppo Cimpunda del liceo Copernico, che sostiene un orfanotrofio in Kenya attraverso la vendita di mascherine etniche, o come per Tatiana (27), medico che da Brescia organizza le attività di prevenzione di un presidio medico a Todome.

Gesti vissuti e raccontati quasi con pudore che rivelano un lato inedito del mondo giovanile e sottendono la speranza “che questa situazione, anche se triste, porti a un cambiamento nei nostri ruoli nella società e nell’ambiente e a un miglioramento nel proprio essere e nel rapporto con il prossimo” (Lara 19).

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